|
Gli albori della storia della Bosnia Erzegovina ci rimandano agli Illiri e successivamente ai Romani ed in proposito ricordiamo che proprio in questa nazione si trovava il confine tra l'Impero Romano d'oriente e quello d'occidente, identificato con il fiume Drina.
Seguirono i secoli in cui Bosnia prosperò sotto l'influenza di Bisanzio poi dell'Ungheria, fino all'arrivo dei Turchi che si insediarono sul territorio per secoli.
Dalla fine del 1300 per quattro secoli consecutivi la Bosnia Erzegovina fu, infatti, dominata dai turchi, divenendo un crocevia tra il mondo cristiano e musulmano, un punto d'incontro sia geografico che culturale tra le due religioni e le frizioni non mancarono.
Lo Stato dell'ex Jugoslavia fu, infatti, percorso da moti di ribellione e da richieste d'indipendenza e la situazione non migliorò quando, in seguito alle decisioni assunte dal Congresso di Berlino del 1878, la Bosnia passò sotto il controllo dell'Impero Austriaco.
La soluzione che liberava lo Stato dal dominio dei Turchi non venne, infatti, accettata dai nazionalisti ed è emblematico il fatto che proprio a Sarajevo si sia verificato l'evento considerato il casus belli della Prima Guerra Mondiale.
La data è quella del 28 giugno 1914, giorno in cui il nazionalista Gavrilo Princip sparò all'arciduca Francesco Ferdinando inducendo l'Austria ad avanzare una dichiarazione di guerra destinata a coinvolgere l'intera Europa per quattro anni.
Al termine della Grande Guerra la Bosnia Erzegovina venne annessa al Regno di Jugoslavia per poi entrare a far parte, nel 1946, della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia guidata da Tito dalla quale dichiarò l'indipendenza negli anni Novanta durante uno dei conflitti più drammatici degli ultimi decenni.
|